Cure Palliative: Comunicazione

 

 

Apprezzamenti per il Corso di Relazione d'aiuto

 

  

Presentiamo i commenti e gli apprezzamenti di alcuni corsisti che hanno frequentato assiduamente il Corso di Relazione d'aiuto da aprile a giugno 2018:

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Qualche mese fa ho partecipato al corso di relazione di aiuto organizzato dall’Associazione Oasi di Ferrara presso la Parrocchia S.Benedetto, attratto dal volantino pubblicitario nel quale c’era scritto “C’è chi è malato, solo, in difficoltà cosa posso dirgli e come dirlo”.
Ebbene di fronte a questi interrogativi mi sono sempre bloccato, non sapendo come affrontare tali situazioni che, nella vita di ognuno, sicuramente si possono presentare. E’ successo anche a me, avendo vissuto dolori in famiglia per la perdita di alcuni miei cari.
Le parole, le risposte o le frasi che dicevo puntavano sempre a sdrammatizzare, a sottovalutare la realtà, realtà che le persone che avevo di fronte conoscevano perfettamente; far finta di nulla ed evitare di affrontare l’argomento, bloccato proprio dall’interrogativo “cosa posso dirgli e come dirlo”.
L’esigenza di trovare risposte mi ha spinto a frequentare questo corso, tenuto da ottimi professionisti.
Certo le mie difficoltà permangono, ma quantomeno ringrazio i nostri tutori per avermi indicato una strada da seguire, un metodo concreto, evitando di cadere nelle banalità delle frasi fatte “andrà tutto bene” o di affrontare le persone con un atteggiamento da maestrino, ma sforzandomi di ascoltare sul serio i profondi sentimenti che albergano le persone che attraversano le difficoltà della vita. 

 

Ho frequentato il corso con l'obiettivo di imparare a rapportarmi con gli altri. Avevo notato che m’innervosivo molto facilmente e ciò non mi facilitava i rapporti umani. Mi sono sorpreso della complessità del corso e soprattutto che fosse così difficile l’approccio con gli altri. Penso mi sia servito per modificare ciò che nel mio atteggiamento non funzionava. Sto cercando, infatti, di mettere in pratica quello che ho imparato. Mi sono reso conto che ascoltare, soffermarmi e rispondere invece di mettermi sempre sulla difensiva mi porta vantaggi e fa star bene gli altri.

 

Avevo deciso di iscrivermi al corso attirata dalla frase sulla locandina “C’è chi è malato, solo, in difficoltà … cosa posso dirgli e come dirlo?” con l’illusoria quanto ingenua convinzione di uscirne con un elenco di “frasi fatte” utili a districarmi dal comune imbarazzo che si prova di fronte a persone in difficoltà. Nulla era più sbagliato!!!
Il corso, partendo da esercizi volti a prendere coscienza (e scoprire l’esistenza) delle nostre emozioni, accompagna gradualmente anche chi, come me, non aveva mai avuto contatti diretti con la malattia, nel mondo delle sofferenze altrui.
Il vero problema non è cosa dire, ma riuscire a capire le reali esigenze dell’altro e imparare ad instaurare una relazione di fiducia che permetta alla persona in difficoltà di prendere coscienza delle sue reali esigenze aiutandola a trovare la strada per reagire.
Il corso è l’inizio di un processo personale volto a raggiungere questo importante obiettivo.

È stata una bella esperienza, cominciata in un periodo faticoso del mio cammino, in cui cercavo ancore di salvezza e ho trovato "amici" nuovi con cui ho condiviso pezzi di storie personali ed imparato a porre maggiore e migliore attenzione all'altro, che mi sta di fronte, ad ascoltare in modo più autentico ed utile.
Il percorso per me non è stato semplice perché spesso tendo a rispondere in modo impulsivo, ma ora ho ricevuto degli strumenti per essere più attenta ai sentimenti degli altri e a cogliere quindi meglio ciò di cui hanno bisogno. Cercherò di praticare gli insegnamenti!

 

Ho conosciuto il Corso di Relazione d'aiuto leggendo un volantino consegnatomi nella Chiesa di San Benedetto di Ferrara e mi è sembrata una buona idea incominciarlo.
Il corso è durato tre mesi, ogni venerdì, e posso dire mi che è servito per il lavoro che faccio, ovvero l' Operatore Socio Sanitario, in quanto riguarda l'assistenza e la cura della persona.
Questo corso mi ha insegnato i modi e metodi per aiutare le persone in difficoltà e ammalate, come una buona comunicazione, l'accettazione della persona e il concetto di autenticità. Il tutto finalizzato ad acquisire l'empatia che permette di arrivare al cuore e all'anima della persona.
Consiglio questo corso a tutti perché è utile negli incontri quotidiani con le persone, indipendentemente dal loro stato di salute, ma soprattutto alle persone specializzate nell'assistenza e nella cura dell'ammalato.

 

Scoperto per caso, e senza alcuna aspettativa al riguardo, credo che il Corso di relazione d’aiuto o “Counselling” sia un grande dono che i volontari di Oasi offrono ai partecipanti.
Vari sono gli aspetti in cui si ha la possibilità di crescita e di messa in gioco delle proprie caratteristiche personali: approfondire la conoscenza di sé nella relazione con l’altro, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé finalizzata all’ascolto aiutante di chi ci parla, l’imparare a riconoscersi sempre paritari rispetto all’altro nonostante le infinite differenze che ci contraddistinguono, l’imparare a vincere i timori nell’esprimersi all’interno di un gruppo in cui non ci si giudica, ma ci si ascolta, ecc. Forse però l’aspetto più interessante del Corso è la possibilità di rendersi conto che il vero banco di prova in cui allenarsi, imparare e affinare le tecniche, conoscersi, aiutarsi, è esattamente il luogo dal quale molto spesso vorremmo evadere per la pesantezza dei problemi che ci pone, il nostro personale quotidiano: in famiglia, nelle amicizie, nel lavoro e in qualsiasi contesto in cui lo scopo nostro sia di essere d’aiuto per chi abbiamo davanti.
Idealmente penso che il corso sia un tipo di esperienza che tutti dovrebbero fare una volta nella vita.

 

 

 

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