Cure palliative: Lutto

 

 

Perché ti sei chiesto “Sto impazzendo”?

 

 

Rabbi Earl A. Grollman 

per gentile concessione del Hospice Foundation of America

  

 

 

Domanda:

Da quando, di recente, mio marito è morto faccio cose strane. Piango senza alcuna ragione e vago senza meta per la casa. A volte aggiungo un posto a tavola per lui. Quando suona il telefono penso che sia lui a chiamarmi. Sono diventata così sbadata che ho rinnovato l’abbonamento ad una rivista di golf e io non so nemmeno giocarci. Ascolto i suoi passi, specialmente di sera quando di solito tornava a casa dal lavoro. La mia capacità di pensare e giudicare sembra talmente compromessa che ho l’impressione di cadere a pezzi. Sto impazzendo?

 

Risposta:

Questi sintomi non sono un segno di malattia mentale; lei non è la sola. Molte persone nella sofferenza fanno esperienze simili. Quando le fu chiesto un commento sull’adattamento alla vedovanza l’attrice Helen Hayes disse: “Ero totalmente fuori di testa e ancora a piede libero”.

E’ naturale essere sopraffatti quando il marito è appena deceduto. La mente è, totalmente e naturalmente, alle prese con questa devastante perdita. Confusione, inutilità e pianto continuo sono tutti indicatori del suo dolore e della sua disperazione. Quando l’assenza diventa la più grande presenza lei ha trasformato il suo passato nel suo presente. Desiderandolo e sognando ad occhi aperti ha cercato di riportare il suo caro magicamente in vita. Il suo cervello non ha subito un danno. Lei è emotivamente e fisicamente indebolita. La morte l’ha ferita. Non c’è probabilmente nessuna crisi più stressante della perdita di qualcuno che si ama.

Perdoni se stessa quando le sembra di non essere più affidabile e responsabile come in passato. Si permetta di essere incostante e imprevedibile senza punire o criticare se stessa. Sviluppi un’accettazione dei brevi periodi di sentimenti irrazionali e di caotico smarrimento. Lei potrebbe, se pensa che ciò la possa far sentire meglio, consultare uno psicologo o cercare aiuto in un gruppo di supporto. Nella maggior parte dei casi queste strane azioni e pensieri sono temporanei. Gradualmente si attenuano e scompaiono mentre si continua il percorso attraverso il processo del lutto.

Per inciso, Helen Hayes, che era “totalmente fuori di testa e ancora a piede libero” ritornò a recitare. Per decenni portò nuova luce al teatro.



Titolo originale: "Am I Losing My Mind?" tratto da HFA’s bereavement newsletter, “Journeys”

© Hopice Foundation of America

http://www.hospicefoundation.org/griefAndLoss/grollman.asp

 

 

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Cure palliative: Lutto

 

 

Perché ti sei chiesto “Sto impazzendo”?

 

 

Rabbi Earl A. Grollman 

per gentile concessione del Hospice Foundation of America

  

 

 

Domanda:

Da quando, di recente, mio marito è morto faccio cose strane. Piango senza alcuna ragione e vago senza meta per la casa. A volte aggiungo un posto a tavola per lui. Quando suona il telefono penso che sia lui a chiamarmi. Sono diventata così sbadata che ho rinnovato l’abbonamento ad una rivista di golf e io non so nemmeno giocarci. Ascolto i suoi passi, specialmente di sera quando di solito tornava a casa dal lavoro. La mia capacità di pensare e giudicare sembra talmente compromessa che ho l’impressione di cadere a pezzi. Sto impazzendo?

 

Risposta:

Questi sintomi non sono un segno di malattia mentale; lei non è la sola. Molte persone nella sofferenza fanno esperienze simili. Quando le fu chiesto un commento sull’adattamento alla vedovanza l’attrice Helen Hayes disse: “Ero totalmente fuori di testa e ancora a piede libero”.

E’ naturale essere sopraffatti quando il marito è appena deceduto. La mente è, totalmente e naturalmente, alle prese con questa devastante perdita. Confusione, inutilità e pianto continuo sono tutti indicatori del suo dolore e della sua disperazione. Quando l’assenza diventa la più grande presenza lei ha trasformato il suo passato nel suo presente. Desiderandolo e sognando ad occhi aperti ha cercato di riportare il suo caro magicamente in vita. Il suo cervello non ha subito un danno. Lei è emotivamente e fisicamente indebolita. La morte l’ha ferita. Non c’è probabilmente nessuna crisi più stressante della perdita di qualcuno che si ama.

Perdoni se stessa quando le sembra di non essere più affidabile e responsabile come in passato. Si permetta di essere incostante e imprevedibile senza punire o criticare se stessa. Sviluppi un’accettazione dei brevi periodi di sentimenti irrazionali e di caotico smarrimento. Lei potrebbe, se pensa che ciò la possa far sentire meglio, consultare uno psicologo o cercare aiuto in un gruppo di supporto. Nella maggior parte dei casi queste strane azioni e pensieri sono temporanei. Gradualmente si attenuano e scompaiono mentre si continua il percorso attraverso il processo del lutto.

Per inciso, Helen Hayes, che era “totalmente fuori di testa e ancora a piede libero” ritornò a recitare. Per decenni portò nuova luce al teatro.



Titolo originale: "Am I Losing My Mind?" tratto da HFA’s bereavement newsletter, “Journeys”

© Hopice Foundation of America

http://www.hospicefoundation.org/griefAndLoss/grollman.asp

 

 

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