Ricerca scientifica

 

 

Nanoparticelle anticancro

 

 

Nanoparticelle magnetiche capaci di effettuare contemporaneamente diagnosi e terapia, individuando le cellule tumorali molto precocemente e uccidendole o mediante il calore oppure veicolando farmaci: questa  è la prospettiva che si profila grazie ad una ricerca congiunta delle Università di Milano, Pavia e Saragozza presentata alla decima Conferenza internazionale sui materiali nanostrutturati (Nano 2010) tenuta a settembre presso il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Università La Sapienza a Roma. Lo studio, condotto da Alessandro Lascialfari, ricercatore associato del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e docente alle Università di Milano e di Pavia, e da Fernando Palacio dell’Istituto di scienza dei materiali dell’ateneo spagnolo, investiga il possibile utilizzo in medicina di nanoparticelle magnetiche, rivestite da un polimero, per svolgere contemporaneamente un’azione diagnostica e terapeutica: la cosiddetta ‘teranostica’. Sul piano diagnostico le particelle magnetiche possono essere utilizzate come agenti di contrasto nella risonanza magnetica nucleare per aumentare il contrasto d’immagine, consentendo così una migliore rivelazione del tumore. Grazie alla risoluzione su scala cellulare, si prevede di riuscire ad individuare il tumore quando è costituito da poche cellule, apportando un grosso contributo alla prevenzione oncologica.

Sul piano della terapia si è pensato di sfruttare il fenomeno della "ipertermia magnetica", cioè il riscaldamento delle particelle magnetiche esposte ad un debole campo magnetico alternato. Le cellule tumorali, molto più sensibili al calore di quelle sane, vengono distrutte quando si raggiunge una temperatura locale tra i 42 e i 47 °C. Le ricerche hanno portato a controllare il calore trasferito alle cellule cancerose e a misurare, per ora in vitro, la temperatura al loro interno. E, ancora dal punto di vista terapeutico, si è usato un opportuno rivestimento polimerico che consente di ancorare dei medicinali alle particelle magnetiche per un loro rilascio graduale in sede tumorale.

Per ulteriori notizie riguardanti le ricerche nel settore dei materiali nanostrutturati consultare: www.lasanita.it/news.asp?news=1033

 

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Nanoparticelle magnetiche capaci di effettuare contemporaneamente diagnosi e terapia, individuando le cellule tumorali molto precocemente e uccidendole o mediante il calore oppure veicolando farmaci: questa  è la prospettiva che si profila grazie ad una ricerca congiunta delle Università di Milano, Pavia e Saragozza presentata alla decima Conferenza internazionale sui materiali nanostrutturati (Nano 2010) tenuta a settembre presso il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Università La Sapienza a Roma. Lo studio, condotto da Alessandro Lascialfari, ricercatore associato del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e docente alle Università di Milano e di Pavia, e da Fernando Palacio dell’Istituto di scienza dei materiali dell’ateneo spagnolo, investiga il possibile utilizzo in medicina di nanoparticelle magnetiche, rivestite da un polimero, per svolgere contemporaneamente un’azione diagnostica e terapeutica: la cosiddetta ‘teranostica’. Sul piano diagnostico le particelle magnetiche possono essere utilizzate come agenti di contrasto nella risonanza magnetica nucleare per aumentare il contrasto d’immagine, consentendo così una migliore rivelazione del tumore. Grazie alla risoluzione su scala cellulare, si prevede di riuscire ad individuare il tumore quando è costituito da poche cellule, apportando un grosso contributo alla prevenzione oncologica.

Sul piano della terapia si è pensato di sfruttare il fenomeno della "ipertermia magnetica", cioè il riscaldamento delle particelle magnetiche esposte ad un debole campo magnetico alternato. Le cellule tumorali, molto più sensibili al calore di quelle sane, vengono distrutte quando si raggiunge una temperatura locale tra i 42 e i 47 °C. Le ricerche hanno portato a controllare il calore trasferito alle cellule cancerose e a misurare, per ora in vitro, la temperatura al loro interno. E, ancora dal punto di vista terapeutico, si è usato un opportuno rivestimento polimerico che consente di ancorare dei medicinali alle particelle magnetiche per un loro rilascio graduale in sede tumorale.

Per ulteriori notizie riguardanti le ricerche nel settore dei materiali nanostrutturati consultare: www.lasanita.it/news.asp?news=1033

 

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