LE NOSTRE PUBBLICAZIONI

 

Le seguenti pubblicazioni dell’Oasi, tutte fuori commercio, si possono richiedere tramite email

 

Collana: Quaderni dell’Oasi 

 Copertina Quaderno 1

L’accompagnamento del malato grave e della sua famiglia

 

Elizabeth Blackborow

con prefazione di Prof. Paolo Malacarne - pp.50, 1995

Il quaderno nasce da anni di esperienza nell’ambito dell’accompagnamento dell’ammalato grave - sia nel reparto oncologico che a domicilio - anni vissuti nella riflessione continua e approfondita sulle varie problematiche che sottendono il processo del morire umano. Intende offrire al lettore attento, ma sprovvisto del tempo necessario per studi approfonditi, alcuni spunti di riflessione che aprano il suo sguardo sugli orizzonti di un mondo ribaltato e sconosciuto, quello del malato grave e più specificatamente del malato oncologico incurabile. Pagine, dunque, che non pretendono di essere nè esaurienti, nè completi. Tantomeno intendono definire delle soluzioni, nè offrire delle risposte preconfezionate.

Dopo un rapidissimo accenno alla sofferenza e la morte nella cultura contemporanea, il quaderno conduce il lettore ad addentrarsi nella situazione bio-psico-spirituale dell’ammalato grave e a riflettere su come aiutarlo a trasformare il suo dolore in un occasione per imparare a vivere e a maturare la propria adesione incondizionata alla vita. Facendo propri alcuni dei concetti principali del pensiero di Viktor Frankl, esso scandaglia la possibilità di trovare la risposta alla vita come sofferenza. Emerge così la figura dell’Homo patiens: l’uomo che sa vivere in maniera significativa il suo dolore grazie alla fiducia in un “sopra-significato” che sorpassa la sua capacità umana di conoscibilità e può essere accettato solo nella fede.

 


 Copertina Quaderno 2

Oltre il muro del silenzio: come dire la verità al paziente

 

Elizabeth Blackborow

in collaborazione con S.I.M.G. (Società Italiana di Medicina Generale), - pp. 71, 1995

Questo secondo Quaderno è stato pensato in particolare per i Medici di Medicina Generale. Pur senza pretendere di esaurire i vari aspetti trattati, esso vuol offrire un valido strumento per una riflessione approfondita sul problema della verità al malato e soprattutto su come comunicarla.

   


 

La vita: risorsa e responsabilità

Pierluigi Malavasi

pp.31, 2007

Il terzo Quaderno affronta la coscienza della vita, che implica la consapevolezza della finitudine dell'esistenza. La densa riflessione pedagogica e bioetica di questo saggio considera come educare alla vita e rispettare la dignità del morire e termina con alcune pagine sulla coscienza ed elaborazione educativa della finitudine.

   


   

Altre pubblicazioni

 Copertina di Come una statua colossale

 

Come una statua colossale

 

Elizabeth Blackborow

pp. 88, 2003

 

"Per non entrare nel cuore di chi amiamo senza bussare..."

Questo monologo rappresenta la toccante testimonianza della forza che solo chi lotta per la vita con tutto se stesso riesce a sentire. si rivolge in particolare a quanti desiderano proseguire il percorso accanto al malato nella consapevolezza che nulla può evitare il distacco dalla persona amata. Non si limita al conforto di un istante ma indica la strada per stringere la mano al nostro caro cercando di vedere con i suoi occhi e di sentire con il suo dolore, per non lasciare che la vita lo ferisca doppiamente, aggiungendo solitudine al cumulo delle sue sofferenze.

Per non permettere al tempo di rubarci la possibilità di comprendere, per non entrare nel suo cuore senza bussare, per dare un po' di pace.

 Volumetto tascabile, basato su molti anni di esperienza accanto agli ammalati, è stato scritto per chiunque voglia davvero aiutare il malato durante il suo ultimo percorso: medici, infermieri, volontari, familiari ed amici.

"Un viaggio interiore caratterizzato da una grande consapevolezza, un viaggio in cui il dialogo con se stessi è intenso, umile e leale (molte volte si dimentica che proprio di lealtà abbiamo più bisogno), il tutto narrato con un linguaggio sincero e appassionato. Inutile dire che il tutto è racchiuso da una grande espressione emozionale". (Silvana Sabato, Psicologa)

 


 Copertina di sullo stelo di un fiore

Sullo stelo di un fiore (favola illustrata)

 testo di Giulia Ferraresi - illustrazioni di Lucia Bonazzi

in collaborazione con  La Voce di Ferrara-Comacchio, pp. 16, 1999

Il mondo dei bambini è pieno di amicizie ed affetti: familiari, compagni di scuola, bambini del quartiere. Può accadere però che anche questo mondo sia colpito dall’evento della morte. Ciò che prima era una presenza fisica, tangibile e importante, viene sottratto. Il bambino è portato inevitabilmente a chiedersi: “Ma dove è andato, perché non c’è più?”. Di fronte a una tale domanda il genitore si trova spiazzato, la risposta più immediata è dire: “è andato in cielo”, per mitigare il più possibile la negatività dell’evento della morte, negatività che l’adulto prima di tutto sperimenta per sé.

Oggi il cielo non è poi così lontano grazie alle numerose scoperte scientifiche: questo “viaggio” verso il cielo rischia di trasformarsi in una metafora insufficiente, anche se magari è riuscita a soddisfare il bisogno di risposta delle generazioni precedenti. Bisogna allora trovare un modo, vicino alla sensibilità dei bambini, per parlare loro della morte. Perché non utilizzare lo strumento del racconto?

Realtà e fantasia hanno per il bambino uno stesso valore: ai suoi occhi il mondo dell’immaginazione è spesso molto più reale di quanto noi possiamo pensare. Facendo appello a questo mondo, l’adulto può meglio mediare al bambino l’evento della morte, togliendosi dall’imbarazzo di dover dare una risposta che rischia di essere banale.

La risposta che il bambino cerca al perché della morte si fa quindi più vicina utilizzando il racconto come base per il dialogo. Attraverso di esso il bambino è stimolato a trovarla.

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Collana: Quaderni dell’Oasi 

 Copertina Quaderno 1

L’accompagnamento del malato grave e della sua famiglia

 

Elizabeth Blackborow

con prefazione di Prof. Paolo Malacarne - pp.50, 1995

Il quaderno nasce da anni di esperienza nell’ambito dell’accompagnamento dell’ammalato grave - sia nel reparto oncologico che a domicilio - anni vissuti nella riflessione continua e approfondita sulle varie problematiche che sottendono il processo del morire umano. Intende offrire al lettore attento, ma sprovvisto del tempo necessario per studi approfonditi, alcuni spunti di riflessione che aprano il suo sguardo sugli orizzonti di un mondo ribaltato e sconosciuto, quello del malato grave e più specificatamente del malato oncologico incurabile. Pagine, dunque, che non pretendono di essere nè esaurienti, nè completi. Tantomeno intendono definire delle soluzioni, nè offrire delle risposte preconfezionate.

Dopo un rapidissimo accenno alla sofferenza e la morte nella cultura contemporanea, il quaderno conduce il lettore ad addentrarsi nella situazione bio-psico-spirituale dell’ammalato grave e a riflettere su come aiutarlo a trasformare il suo dolore in un occasione per imparare a vivere e a maturare la propria adesione incondizionata alla vita. Facendo propri alcuni dei concetti principali del pensiero di Viktor Frankl, esso scandaglia la possibilità di trovare la risposta alla vita come sofferenza. Emerge così la figura dell’Homo patiens: l’uomo che sa vivere in maniera significativa il suo dolore grazie alla fiducia in un “sopra-significato” che sorpassa la sua capacità umana di conoscibilità e può essere accettato solo nella fede.

 


 Copertina Quaderno 2

Oltre il muro del silenzio: come dire la verità al paziente

 

Elizabeth Blackborow

in collaborazione con S.I.M.G. (Società Italiana di Medicina Generale), - pp. 71, 1995

Questo secondo Quaderno è stato pensato in particolare per i Medici di Medicina Generale. Pur senza pretendere di esaurire i vari aspetti trattati, esso vuol offrire un valido strumento per una riflessione approfondita sul problema della verità al malato e soprattutto su come comunicarla.

   


 

La vita: risorsa e responsabilità

Pierluigi Malavasi

pp.31, 2007

Il terzo Quaderno affronta la coscienza della vita, che implica la consapevolezza della finitudine dell'esistenza. La densa riflessione pedagogica e bioetica di questo saggio considera come educare alla vita e rispettare la dignità del morire e termina con alcune pagine sulla coscienza ed elaborazione educativa della finitudine.

   


   

Altre pubblicazioni

 Copertina di Come una statua colossale

 

Come una statua colossale

 

Elizabeth Blackborow

pp. 88, 2003

 

"Per non entrare nel cuore di chi amiamo senza bussare..."

Questo monologo rappresenta la toccante testimonianza della forza che solo chi lotta per la vita con tutto se stesso riesce a sentire. si rivolge in particolare a quanti desiderano proseguire il percorso accanto al malato nella consapevolezza che nulla può evitare il distacco dalla persona amata. Non si limita al conforto di un istante ma indica la strada per stringere la mano al nostro caro cercando di vedere con i suoi occhi e di sentire con il suo dolore, per non lasciare che la vita lo ferisca doppiamente, aggiungendo solitudine al cumulo delle sue sofferenze.

Per non permettere al tempo di rubarci la possibilità di comprendere, per non entrare nel suo cuore senza bussare, per dare un po' di pace.

 Volumetto tascabile, basato su molti anni di esperienza accanto agli ammalati, è stato scritto per chiunque voglia davvero aiutare il malato durante il suo ultimo percorso: medici, infermieri, volontari, familiari ed amici.

"Un viaggio interiore caratterizzato da una grande consapevolezza, un viaggio in cui il dialogo con se stessi è intenso, umile e leale (molte volte si dimentica che proprio di lealtà abbiamo più bisogno), il tutto narrato con un linguaggio sincero e appassionato. Inutile dire che il tutto è racchiuso da una grande espressione emozionale". (Silvana Sabato, Psicologa)

 


 Copertina di sullo stelo di un fiore

Sullo stelo di un fiore (favola illustrata)

 testo di Giulia Ferraresi - illustrazioni di Lucia Bonazzi

in collaborazione con  La Voce di Ferrara-Comacchio, pp. 16, 1999

Il mondo dei bambini è pieno di amicizie ed affetti: familiari, compagni di scuola, bambini del quartiere. Può accadere però che anche questo mondo sia colpito dall’evento della morte. Ciò che prima era una presenza fisica, tangibile e importante, viene sottratto. Il bambino è portato inevitabilmente a chiedersi: “Ma dove è andato, perché non c’è più?”. Di fronte a una tale domanda il genitore si trova spiazzato, la risposta più immediata è dire: “è andato in cielo”, per mitigare il più possibile la negatività dell’evento della morte, negatività che l’adulto prima di tutto sperimenta per sé.

Oggi il cielo non è poi così lontano grazie alle numerose scoperte scientifiche: questo “viaggio” verso il cielo rischia di trasformarsi in una metafora insufficiente, anche se magari è riuscita a soddisfare il bisogno di risposta delle generazioni precedenti. Bisogna allora trovare un modo, vicino alla sensibilità dei bambini, per parlare loro della morte. Perché non utilizzare lo strumento del racconto?

Realtà e fantasia hanno per il bambino uno stesso valore: ai suoi occhi il mondo dell’immaginazione è spesso molto più reale di quanto noi possiamo pensare. Facendo appello a questo mondo, l’adulto può meglio mediare al bambino l’evento della morte, togliendosi dall’imbarazzo di dover dare una risposta che rischia di essere banale.

La risposta che il bambino cerca al perché della morte si fa quindi più vicina utilizzando il racconto come base per il dialogo. Attraverso di esso il bambino è stimolato a trovarla.

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