Cure palliative: Bambini ed adolescenti

 

 

Genitori con malattia a rischio vita:

VI. Preparare il cambiamento

(Riprodotto in italiano per gentile concessione di Winston's Wish) 

 

  

Spiegare gli effetti collaterali

“Non ero consapevole che John fosse stato così colpito dal cambiamento, dovuto alle medicine, che aveva visto in suo padre – forse perché io lo vedevo ogni giorno, non l’avevo notato così tanto. John tornò a casa dal college e sembrò davvero shoccato da quanto Dean era dimagrito e senza capelli.” Corinne 

“Mio papà aveva il cancro ed è rimasto molto tempo in ospedale. Quando finalmente è tornato a casa stava veramente molto male.  Dovevo aiutarlo a salire le scale tanto era debole. Era strano perché era sempre stato così grande e forte, e adesso era debole. La cosa mi infastidiva.” RichardMamma consola figlia

Alcune malattie e la loro cura possono mutare l’aspetto delle persone. Possono perdere peso o i capelli e possono avere tubicini collegati a varie parti del corpo. Bisogna avvisare i figli se il loro genitore appare cambiato e dare una semplice spiegazione del perché questo è avvenuto.

Se qualcuno è molto malato, potrebbe essere il caso di fare una foto per preparare i bambini in anticipo. Cerca di  rassicurare i bambini che la persona è quella di prima, anche se può apparire diversa.

Potrebbe anche aiutare il parlare di alcuni degli effetti collaterali che le medicine potrebbero causare.

La medicina che papà sta prendendo gli assicura di non sentire alcun dolore. Ma il dottore mi ha detto che a volte lo fa sentire confuso e potrebbe dire cose strane. E’ la medicina – ma non c’è da preoccuparsi, non sente male.

Quando qualcuno è ammalato spesso fa molto poco perché il suo corpo non funziona bene. Non ha bisogno di mangiare spesso o molto. La medicina farà in modo che papà non senta troppo male.

Un’opprimente stanchezza

Questo brano, scelto dal diario sul blog di una mamma, dà il senso della spossatezza provata da  un genitore a causa delle cure per il cancro.

“Ultimamente sono molto stanca; mi sembra di aver passato i pomeriggi dell’ultima settimana dentro e fuori dal letto. Non è molto giusto per i bambini ma non posso proprio farci niente.  Freddie mi scrisse un bigliettino dicendo che desiderava che io non andassi così tanto a letto e che quando mi chiedeva di alzarmi avrebbe desiderato che io lo facessi. Dice che si annoia quando sono a letto! Cosa posso farci? Mi si dice in continuazione che non riposo abbastanza e che dovrei chiedere più aiuto, e quando finalmente ascolto il mio corpo, ci si lamenta con me. Oh beh, così è la vita quando ci sono dei bambini!”. Dawn

Quando i bambini vogliono visita l’ospedale o l’hospice 

Spesso i genitori sani o ammalati possono pensare: Non voglio che mi vedano (mamma o papà) così. Non voglio che mi ricordino in questo stato. Non voglio si spaventino o che abbiano degli incubi.

Se sono gli stessi bambini a chiedere di fare visita al genitore malato, cercate di mettere da parte questi pensieri e  considerare il beneficio di non escluderli in questo momento critico. I ragazzi potrebbero pensare:

Perché non posso vedere mamma/papà? Ho davvero bisogno di vederla/lo. Sembra forse un mostro? Non mi vuole vedere? Non mi vuole più bene?

Prepara i figli per quanto riguarda l’aspetto del genitore malato e il tipo di stanza. Descrivi i colori, i mobili, le attrezzature, gli odori, anche i quadri alle pareti. Avere un compito da fare potrebbe aiutare i ragazzi, tipo rabboccare l’acqua nel vaso dei fiori, dar da bere al genitore malato o fare un disegno che rimane quando vanno a casa.

Quando i figli non vogliono fare visita al genitore malato

Al contrario, alcuni ragazzi potrebbero non sentirsela di visitare il genitore ammalato. Questo può disturbare molto chiunque sia coinvolto, ma insistere è probabilmente controproducente. Trova invece modi per tenere contatti stretti tra loro e la persona malata. Le telefonate son importanti. Quando anche questo risulta difficile, possono mandare cartoline, mazzi di fiori raccolti in giardino, i punteggi delle ultime partite di football, foto dell’animale domestico, CD musicali…

Anche la visita più breve può aiutare sia il bambino che il genitore a mantenere una  relazione, per esempio un salto veloce con il giornale. 

Stare lontano da casa

“A volte quando volevano che stessi con la zia Mary, dicevo che mi sentivo male o che avevo un gran mal di pancia così potevo stare a casa. Volevo stare a casa con papà nel caso gli servisse qualcosa”. Jamie

Potreste sentire che i figli starebbero meglio con parenti o amici perché stati cercando così tanto di lottare con l’extra pressione che porta la malattia da avere poco tempo da occuparvi di loro. Ma anche se le cose sono molto difficili a casa, molti bambini non vogliono essere separati  dalla loro famiglia più prossima e trovano abbastanza pauroso essere via in questi momenti. Se sono mandati da qualche altra parte, potrebbero temere che le cose siano effettivamente molto peggiori di quel che pensassero, o che sono stati così cattivi che non gli si può permettere di rimanere. 

Tuttavia, la malattia, i sintomi o le cure potrebbero essere così pesanti che l’unica soluzione è che i figli stiano da qualche altra parte – almeno per brevi periodi di tempo. Se decidete che questa è la soluzione migliore, bisogna trovare dei modi di restare in contatto, per esempio organizzando visite regolari, telefonate, messaggi, e-mail o mandando lettere o messaggi con web cam, per tenere i figli aggiornati su quanto sta avvenendo. Se possibile, cercate di dare ai ragazzi un’idea su quando potrebbero tornare a casa.

   
© Winston's Wish: www.winstonswish.org.uk


                                                                                             

  

Genitori con malattia a rischio vita:

I. Quanto di più difficile ci possa essere

II. Dosare speranza e sincerità

III. Parlare ai figli della propria malattia

IV. Cavalcare le montagne russe emozionali

V. Il ruolo della scuola

VII. Se la guarigione è improbabile

IX. Consigli pratici per il sostegno dei figli

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Genitori con malattia a rischio vita: VI. Preparare il cambiamento

Cure palliative: Bambini ed adolescenti

 

 

Genitori con malattia a rischio vita:

VI. Preparare il cambiamento

(Riprodotto in italiano per gentile concessione di Winston's Wish) 

 

  

Spiegare gli effetti collaterali

“Non ero consapevole che John fosse stato così colpito dal cambiamento, dovuto alle medicine, che aveva visto in suo padre – forse perché io lo vedevo ogni giorno, non l’avevo notato così tanto. John tornò a casa dal college e sembrò davvero shoccato da quanto Dean era dimagrito e senza capelli.” Corinne 

“Mio papà aveva il cancro ed è rimasto molto tempo in ospedale. Quando finalmente è tornato a casa stava veramente molto male.  Dovevo aiutarlo a salire le scale tanto era debole. Era strano perché era sempre stato così grande e forte, e adesso era debole. La cosa mi infastidiva.” RichardMamma consola figlia

Alcune malattie e la loro cura possono mutare l’aspetto delle persone. Possono perdere peso o i capelli e possono avere tubicini collegati a varie parti del corpo. Bisogna avvisare i figli se il loro genitore appare cambiato e dare una semplice spiegazione del perché questo è avvenuto.

Se qualcuno è molto malato, potrebbe essere il caso di fare una foto per preparare i bambini in anticipo. Cerca di  rassicurare i bambini che la persona è quella di prima, anche se può apparire diversa.

Potrebbe anche aiutare il parlare di alcuni degli effetti collaterali che le medicine potrebbero causare.

La medicina che papà sta prendendo gli assicura di non sentire alcun dolore. Ma il dottore mi ha detto che a volte lo fa sentire confuso e potrebbe dire cose strane. E’ la medicina – ma non c’è da preoccuparsi, non sente male.

Quando qualcuno è ammalato spesso fa molto poco perché il suo corpo non funziona bene. Non ha bisogno di mangiare spesso o molto. La medicina farà in modo che papà non senta troppo male.

Un’opprimente stanchezza

Questo brano, scelto dal diario sul blog di una mamma, dà il senso della spossatezza provata da  un genitore a causa delle cure per il cancro.

“Ultimamente sono molto stanca; mi sembra di aver passato i pomeriggi dell’ultima settimana dentro e fuori dal letto. Non è molto giusto per i bambini ma non posso proprio farci niente.  Freddie mi scrisse un bigliettino dicendo che desiderava che io non andassi così tanto a letto e che quando mi chiedeva di alzarmi avrebbe desiderato che io lo facessi. Dice che si annoia quando sono a letto! Cosa posso farci? Mi si dice in continuazione che non riposo abbastanza e che dovrei chiedere più aiuto, e quando finalmente ascolto il mio corpo, ci si lamenta con me. Oh beh, così è la vita quando ci sono dei bambini!”. Dawn

Quando i bambini vogliono visita l’ospedale o l’hospice 

Spesso i genitori sani o ammalati possono pensare: Non voglio che mi vedano (mamma o papà) così. Non voglio che mi ricordino in questo stato. Non voglio si spaventino o che abbiano degli incubi.

Se sono gli stessi bambini a chiedere di fare visita al genitore malato, cercate di mettere da parte questi pensieri e  considerare il beneficio di non escluderli in questo momento critico. I ragazzi potrebbero pensare:

Perché non posso vedere mamma/papà? Ho davvero bisogno di vederla/lo. Sembra forse un mostro? Non mi vuole vedere? Non mi vuole più bene?

Prepara i figli per quanto riguarda l’aspetto del genitore malato e il tipo di stanza. Descrivi i colori, i mobili, le attrezzature, gli odori, anche i quadri alle pareti. Avere un compito da fare potrebbe aiutare i ragazzi, tipo rabboccare l’acqua nel vaso dei fiori, dar da bere al genitore malato o fare un disegno che rimane quando vanno a casa.

Quando i figli non vogliono fare visita al genitore malato

Al contrario, alcuni ragazzi potrebbero non sentirsela di visitare il genitore ammalato. Questo può disturbare molto chiunque sia coinvolto, ma insistere è probabilmente controproducente. Trova invece modi per tenere contatti stretti tra loro e la persona malata. Le telefonate son importanti. Quando anche questo risulta difficile, possono mandare cartoline, mazzi di fiori raccolti in giardino, i punteggi delle ultime partite di football, foto dell’animale domestico, CD musicali…

Anche la visita più breve può aiutare sia il bambino che il genitore a mantenere una  relazione, per esempio un salto veloce con il giornale. 

Stare lontano da casa

“A volte quando volevano che stessi con la zia Mary, dicevo che mi sentivo male o che avevo un gran mal di pancia così potevo stare a casa. Volevo stare a casa con papà nel caso gli servisse qualcosa”. Jamie

Potreste sentire che i figli starebbero meglio con parenti o amici perché stati cercando così tanto di lottare con l’extra pressione che porta la malattia da avere poco tempo da occuparvi di loro. Ma anche se le cose sono molto difficili a casa, molti bambini non vogliono essere separati  dalla loro famiglia più prossima e trovano abbastanza pauroso essere via in questi momenti. Se sono mandati da qualche altra parte, potrebbero temere che le cose siano effettivamente molto peggiori di quel che pensassero, o che sono stati così cattivi che non gli si può permettere di rimanere. 

Tuttavia, la malattia, i sintomi o le cure potrebbero essere così pesanti che l’unica soluzione è che i figli stiano da qualche altra parte – almeno per brevi periodi di tempo. Se decidete che questa è la soluzione migliore, bisogna trovare dei modi di restare in contatto, per esempio organizzando visite regolari, telefonate, messaggi, e-mail o mandando lettere o messaggi con web cam, per tenere i figli aggiornati su quanto sta avvenendo. Se possibile, cercate di dare ai ragazzi un’idea su quando potrebbero tornare a casa.

   
© Winston's Wish: www.winstonswish.org.uk


                                                                                             

  

Genitori con malattia a rischio vita:

I. Quanto di più difficile ci possa essere

II. Dosare speranza e sincerità

III. Parlare ai figli della propria malattia

IV. Cavalcare le montagne russe emozionali

V. Il ruolo della scuola

VII. Se la guarigione è improbabile

IX. Consigli pratici per il sostegno dei figli

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