Cure Palliative: Comunicazione

     

     

      

Successo per il Corso dell’Associazione Oasi a Ferrara

                                                         

Conoscere la Relazione d’Aiuto “è stata l’occasione per riflettere sull’importanza della relazione con la persona nella difficoltà o nel bisogno”
Lettera di un corsista

                                                         (per gentile concessione di La Voce di Ferrara-Comacchio)

  

Ho frequentato l’ultimo corso sulla relazione d’aiuto promosso a Ferrara, nella parrocchia della Sacra Famiglia, dall’Associazione Oasi. E’ stata un’occasione preziosa, non solo per acquisire qualche competenza, ma soprattutto per realizzare – e mettere ben a fuoco – l’importanza di una vera relazione d’aiuto nei nostri rapporti, anche “quotidiani”. Un aspetto, in particolare, vorrei sottolineare.

Come forse altri, io sono abituato a mettere al primo (e, a volte, unico) posto nella scala degli interventi di aiuto il “problem solving”, il trovare, possibilmente “presto e subito”, la soluzione da proporre davanti a qualsiasi difficoltà; sul lavoro è la regola “principe”, ma anche nella società e in famiglia, davanti a una richiesta di aiuto di una persona, mi viene spontaneo il pensiero di rivolgermi all’esperto, se non ho io la soluzione pronta. Ho notato che nella nostra società si sono moltiplicati specialisti ed esperti per qualunque ambito. Sembriamo davvero attrezzati per risolvere qualunque problema.

Nella mia esperienza, però, (e in quella di altri con cui mi sono confrontato anche durante il corso), queste risposte a volte si sono rivelate insufficienti e inefficaci alla prova della realtà e davanti ai problemi, soprattutto se molto concreti e importanti. Il solo problem solving non sembra bastare. Ne ho avute numerose riprove sul lavoro, nella realtà sociale e anche in famiglia: pensando di aver risolto, ho poi invece scoperto amaramente che il problema si era solo “nascosto” o al massimo “anestetizzato”. A volte è già tanto così, ma perché non osare di più, andando più in profondità?

Il corso di Relazione d’Aiuto è stata per me l’occasione per riflettere sull’ importanza della relazione con la persona nella difficoltà o nel bisogno. Una relazione fondata sull’accettazione incondizionata di quello che l’altro è, sulla presentazione autentica di sé nel rapporto e sull’empatia e l’ascolto empatico soprattutto, può rigenerare la persona che chiede aiuto e – sempre – la mette nella condizione di trovare in sé, e non dal di fuori, la forza per cercare una risposta che non sia “standard”, ma che sia la “sua” risposta e magari la sua soluzione al problema. Questo far emergere, accompagnare nella scoperta, rispecchiando i sentimenti della persona che cerca dentro di sé, presuppone e richiede un atteggiamento consapevole e fondamentale: quello della “presenza”. Non è semplice, in una società dell’efficienza e del rifiuto del limite, “rallentare” un poco per entrare in una relazione vera e di aiuto con chi è in una qualche difficoltà.

Il corso, oltre a disvelarci pian piano questa profonda verità spesso nascosta nel nostro quotidiano, ci ha fatto anche cogliere l’importanza di strumenti da utilizzare al servizio di questa “arte” della relazione d’aiuto. Che non sostituisce tutte le preziose competenze scientifiche, tecniche e specialistiche, ma che, per così dire, le “anima” dall’interno e, in certi casi, le può rendere davvero più efficaci.

Abbiamo colto la profondità di un mare tutto da esplorare, ma soprattutto ci siamo resi ben conto che questa “perla” preziosa non può rimanere nascosta. La relazione d’aiuto è prima di tutto un atteggiamento, una disposizione d’animo e una consapevole scelta nel porsi davanti all’altro che ti chiede aiuto, magari a modo suo, anche con il silenzio. Vale per il medico, per l’assistente sociale, per l’operatore di un centro di accoglienza, ma anche per un parroco, per un educatore, un insegnante, o … un papà o una mamma. Anche in famiglia, a volte, affiancare al ruolo di educatore o genitore, quello di persona aperta ad una relazione di aiuto può “fare la differenza” nei rapporti con i figli o con il coniuge.

Grazie a chi ha organizzato e condotto il corso per la grande opportunità di soffermarsi su tutto ciò e tanto altro e, soprattutto, un augurio e una preghiera: che non venga meno anche in futuro questa preziosa offerta.

 

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